Scopello è probabilmente il posto più fotografato di questa costa, e la fotografia è sempre la stessa: gli edifici bassi della tonnara appoggiati sull'acqua, i faraglioni che emergono a poche decine di metri dalla riva, il verde smeraldo del fondale. Dalla villa dista circa venticinque chilometri, poco più di mezz'ora di auto.
La tonnara
Per secoli qui si è lavorato il tonno. Le tonnare del Golfo di Castellammare erano impianti veri, con magazzini, alloggi per i tonnaroti e le imbarcazioni tirate in secca: quello che oggi si guarda come una cartolina era un luogo di lavoro pesante, stagionale e regolato da gerarchie precise. La pesca del tonno con la tonnara fissa è cessata da tempo, ma la struttura è rimasta, ed è la ragione principale per cui il posto ha l'aspetto che ha.
L'accesso alla tonnara e alla caletta sottostante è regolamentato e stagionale, con modalità che cambiano nel corso dell'anno. È uno dei casi in cui una verifica prima di partire evita una delusione: capita che l'ingresso sia contingentato o che la caletta sia chiusa in certi periodi.
I faraglioni e il mare
I due faraglioni sono la firma del paesaggio. Il fondale attorno è roccioso e limpido, e questo fa di Scopello uno dei punti migliori della zona per lo snorkeling: maschera e boccaglio bastano per vedere molto. Non è però un posto per chi cerca la spiaggia comoda, perché di sabbia non ce n'è e l'accesso all'acqua è su scogli e ciottoli.
Il baglio
Il borgo vero e proprio è minuscolo e si raccoglie attorno al baglio, il cortile di una vecchia masseria fortificata. In pochi metri quadrati si concentra tutto: qualche locale, le botteghe, le fontane. È il posto in cui si mangia il pane cunzato, il pane condito che qui è quasi un'istituzione: pane, olio, pomodoro, acciughe, formaggio, origano, con varianti che cambiano da bottega a bottega.
Da abbinare nella stessa giornata
L'ingresso sud della Riserva dello Zingaro è a pochi minuti da Scopello, e la combinazione delle due mete è l'itinerario più classico della zona: mattinata di cammino nella riserva, pranzo con pane cunzato al baglio, pomeriggio fra i faraglioni. Chi preferisce un ritmo più lento può invece unire Scopello a Castellammare del Golfo, che si trova sulla strada del ritorno verso Balestrate.
Il pane cunzato
C'è un motivo se tutti, parlando di Scopello, finiscono per nominare il pane cunzato. È un pasto nato povero, quello di chi lavorava lontano da casa e si portava dietro il pane, condito con quello che c'era: olio, pomodoro, acciughe, formaggio, origano. Le botteghe del baglio ne hanno fatto la loro specialità, e ognuna ha la propria versione. È anche la soluzione più pratica per pranzare senza spostarsi, in un posto dove le alternative sono poche.
Il paesaggio intorno
Scopello non è solo la tonnara. Il territorio attorno è fatto di terrazzamenti, muretti a secco e macchia mediterranea che sale rapidamente verso i rilievi. Le strade che portano al borgo attraversano una campagna aperta con scorci frequenti sul mare, ed è un tratto che vale la pena percorrere senza fretta: la parte più bella dell'escursione, per molti, è proprio l'avvicinamento.
Chi ha tempo può combinare la visita con una sosta a una delle cale raggiungibili nei dintorni. Sono accessi su roccia, non spiagge attrezzate, e richiedono scarpe adatte: in cambio offrono un'acqua limpidissima e molta meno gente rispetto ai punti più noti.
In tutti i casi conviene mettere in conto una giornata di sole pieno e poco riparo. Il rientro in villa, con la piscina a disposizione nel tardo pomeriggio, è la chiusura naturale di una giornata su questa costa.
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